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	<title>Il metablog di Pietro Lo Conte</title>
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	<description>Ancora un altro blog? Ma non se ne può più!</description>
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		<title>Doppia sconfitta (parte seconda)</title>
		<link>http://pietroloconte.wordpress.com/2010/08/11/doppia-sconfitta-parte-seconda/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Aug 2010 21:20:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietroloconte</dc:creator>
				<category><![CDATA[PietroLoConte.it]]></category>

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		<description><![CDATA[da pietroloconte.it A distanza di quasi due mesi dalla “doppia sconfitta” del mio precedente post, ritorno sull’argomento anche alla luce della partita amichevole persa, ancora una volta, dall’Italia nei confronti della Costa d’Avorio. Certo, le scusanti ci sono tutte: nuovo commissario tecnico, nuova formazione, totale assenza di preparazione atletica e psicologica, avversario preparato e motivato. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietroloconte.wordpress.com&amp;blog=4128359&amp;post=207&amp;subd=pietroloconte&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="margin:5px;" title="sconfitta 2" src="http://newsite.pietroloconte.it/images/stories/sconfitta2.jpg" alt="" width="219" height="175" /></p>
<p style="text-align:justify;"><em>da <a href="http://newsite.pietroloconte.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=86:doppia-sconfitta-parte-seconda&amp;catid=38:attualita">pietroloconte.it</a></em></p>
<p style="text-align:justify;">A distanza di quasi due mesi dalla “doppia  sconfitta” del mio precedente post, ritorno sull’argomento anche alla  luce della partita amichevole persa, ancora una volta, dall’Italia nei  confronti della Costa d’Avorio.</p>
<p style="text-align:justify;">Certo, le  scusanti ci sono tutte: nuovo commissario tecnico, nuova formazione,  totale assenza di preparazione atletica e psicologica, avversario  preparato e motivato. Ma quanto dureranno ancora queste figuracce? Per  quanto tempo ancora personaggi come il vecchio Zahoui dell’Ascoli  narrato dall’indimenticato Tonino Carino faranno un figurone contro i  nostri cosiddetti “campioni”?</p>
<p style="text-align:justify;">L’impressione  che ho avuto guardando la partita ieri sera, è stato lo sconforto di non  aver osservato quasi nulla di diverso rispetto a quanto i miei occhi  avevano tristemente  subito due mesi fa: un’accozzaglia di giocatori  mediocri, che arrancavano sotto la pioggia con tristezza, l’assoluta  incapacità di trovare stimoli, la mancanza di entusiasmo, l’assenza di  autorevolezza che, se non altro, almeno il blasone della maglia che  indossavano esigeva. Continuiamo a sperimentare anime spente, senza  gambe e senza cervello. Gente che pensa soltanto a trovare il modo di  guadagnare ogni anno qualche milione in più, e nel frattempo, per non  farsi mancare nulla, accaparrarsi ogni anno la velina più bella e/o la  Ferrari più esclusiva.</p>
<p style="text-align:justify;">Che squallore! Non sto  facendo demagogia. Non sto facendo il discorso della volpe e dell’uva, a  me non interessa il milione di euro, la velina o la Ferrari. Non provo  invidia per loro. A me interessa soltanto avere la coscienza a posto,  tornare a casa la sera e trovare la serenità negli occhi di mia moglie e  di mia figlia. Avere la certezza che mia figlia abbia un futuro, magari  più solare del mio. Questa è la più grande ricchezza, niente di più.  Questi bambinoni viziati, invece, non si accontentano, e sicuramente si  sentono più poveri e soli di me.</p>
<p style="text-align:justify;">Stesso  discorso, come sempre su un altro livello ma non troppo, con i politici.  Ogni giorno siamo bombardati da notizie inutili, che esulano dalle  attività d’istituto degli uomini della politica che, invece di impegnare  tutte le loro risorse mentali nel trovare la soluzione alle migliaia di  problemi della povera gente, sono “costretti” a costruire e poi a  restaurare ogni giorno i cocci di un’immagine personale e collettiva che  va sempre più in rovina.</p>
<p style="text-align:justify;">A me cosa abbia  fatto il cognato di Fini con la casa (all’estero) che l’ex partito di  Fini aveva prima ereditato e poi venduto non interessa affatto. Che si  sappia in giro! Al limite può interessare agli elettori di Fini per  valutare se il loro beniamino abbia saputo scegliersi un buon cognato, o  no. Posso soltanto immaginare quanti “cognati” circondano i nostri  uomini di potere ogni giorno, sanguisughe che vivono di potere riflesso,  quanto basta per permettere loro di accedere all’olimpo dei benestanti.</p>
<p style="text-align:justify;">Quello  che mi interessa come cittadino, elettore e contribuente, invece, è che  si cerca con questa storia di far fuori Fini, la vera opposizione di  questo governo, in quanto interna e sicuramente più efficace di quella  operata dai fantasmi della “sinistra”. Proprio per questo motivo la  vicenda è stata montata ad arte, per dimostrare il classico “chi è senza  peccato scagli la prima pietra” e allora in questo paese di  “Pulicinella” tutti saranno finalmente e senza più alcun freno inibitore  autorizzati a compiere le più tremende nefandezze per i propri porci  comodi.</p>
<p style="text-align:justify;">Quello che mi piacerebbe leggere, ogni  tanto, invece, è che i personaggi coinvolti in prima persona in vicende  estremamente più gravi e compromettenti si tolgano di mezzo,  innanzitutto per difendere se stessi e per salvaguardare quello che  resta dell’immagine della nazione. Ma veramente si pensa che le  avventure galanti di Palazzo Grazioli o gli ambigui racconti sulla P3  siano olio su cui tutto scivola, comprese le nostre coscienze di finti  elettori, senza lasciare traccia?</p>
<p style="text-align:justify;">Ma,  soprattutto, ci siamo mai chiesti cosa ne pensano gli italiani di queste  vicende? Avete mai visto in TV un sondaggio in merito? Avete mai visto  un giornalista chiedere alla gente comune cosa pensa veramente di X che  va con le minorenni, Y che va con i travestiti, Z che si fa abitualmente  di cocaina, W che si organizza i suoi intrallazzi ai danni del paese,  esclusivamente per i vantaggi propri, vedi leggi ad personam, ad  partitum, ad aziendam etc. e tutta una serie di altri X,Y, Z e W che  mettono insieme tutte queste cose e altre ancora peggiori alla faccia  della gente onesta e silenziosa.</p>
<p style="text-align:justify;">Si pensa  veramente che gli italiani provino soltanto invidia e ammirazione per i  comportamenti da pervertiti Signorotti in questo nuovo Medio Evo che  stiamo vivendo? Stando a quanto trasmettono in TV, soprattutto nei primi  6 canali registrati automaticamente dai nostri ricevitori digitali,  sembrerebbe proprio così. In fondo i vari Tg, di ogni colore e numero,  trasmettono soltanto immagini di ragazze in bikini sulle spiagge  assolate, sondaggi sul gusto di gelato preferito, quanto costa il pranzo  di ferragosto, sarà meglio andare ai Caraibi o nelle città d’arte?</p>
<div>Insomma,  i politici devono trovare assolutamente una soluzione per questa  Nazionale italiana che non vince più, altrimenti potrebbe capitare,  ancora e sempre più spesso, che gli italiani si accorgono di non vivere  più nel paese dei balocchi. Potrebbero finalmente aprire gli occhi,  svegliandosi da un letargo durato un altro ventennio, e accorgersi di  non avere più neanche il letto su cui dormire… e allora saranno guai,  per tutti.</div>
<p style="text-align:justify;">
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pietroloconte.wordpress.com/207/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pietroloconte.wordpress.com/207/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pietroloconte.wordpress.com/207/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pietroloconte.wordpress.com/207/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pietroloconte.wordpress.com/207/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pietroloconte.wordpress.com/207/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pietroloconte.wordpress.com/207/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pietroloconte.wordpress.com/207/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pietroloconte.wordpress.com/207/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pietroloconte.wordpress.com/207/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pietroloconte.wordpress.com/207/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pietroloconte.wordpress.com/207/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pietroloconte.wordpress.com/207/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pietroloconte.wordpress.com/207/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietroloconte.wordpress.com&amp;blog=4128359&amp;post=207&amp;subd=pietroloconte&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Doppia sconfitta</title>
		<link>http://pietroloconte.wordpress.com/2010/06/25/doppia-sconfitta/</link>
		<comments>http://pietroloconte.wordpress.com/2010/06/25/doppia-sconfitta/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 08:31:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietroloconte</dc:creator>
				<category><![CDATA[PietroLoConte.it]]></category>

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		<description><![CDATA[da pietroloconte.it Non salgo anch&#8217;io sul carro del &#8220;ve l&#8217;avevo detto&#8221;, soltanto perchè non l&#8217;avevo scritto anche se abbondantemente previsto e, forse, auspicato. Molti pensieri, sicuramente di sconforto, mi stanno passando per la mente e questa volta, una volta tanto, ho voglia di fotografarli. Ma mi sto accorgendo che non riesco a separare la sconfitta [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietroloconte.wordpress.com&amp;blog=4128359&amp;post=203&amp;subd=pietroloconte&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin:5px;" src="http://newsite.pietroloconte.it/images/stories/sconfitta.jpg" alt="" width="200" height="200" /></p>
<p>da <em><a href="http://newsite.pietroloconte.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=85:doppia-sconfitta&amp;catid=38:attualita">pietroloconte.it</a></em></p>
<p>Non salgo anch&#8217;io sul carro del &#8220;ve l&#8217;avevo detto&#8221;,  soltanto perchè non l&#8217;avevo scritto anche se abbondantemente previsto e,  forse, auspicato.</p>
<p>Molti pensieri, sicuramente di sconforto, mi  stanno passando per la mente e questa volta, una volta tanto, ho voglia  di fotografarli. Ma mi sto accorgendo che non riesco a separare la  sconfitta dell&#8217;Italia come squadra di calcio, dalla sconfitta molto più  importante dell&#8217;Italia come sistema paese. Le mie riflessioni  spazieranno dal calcio alla politica, certi concetti che esprimerò  saranno sicuramente bivalenti, sia dal punto di vista sportivo che  sociale.</p>
<p>Di errori ne sono stati fatti tanti,  troppi. In tutti i campi, dal Sudafrica a Roma.</p>
<p>Non  entro nel merito dei valori sportivi e sulla legittimità di  un&#8217;eliminazione. Può capitare che si sbagli una preparazione, che in un  certo momento storico il campionato non esprima grandi talenti, che un  arbitro, un palo, un infortunio o un rimpallo impediscano un percorso  che poteva e doveva essere diverso. Quello che avevamo avuto in più  dalla sorte, quattro anni fa, lo abbiamo ricevuto in meno questa volta e  forse è giusto così. In fondo il grande slam, la vittoria ovunque  dell&#8217;Inter di quest&#8217;anno, è stato un grosso indizio sui veri valori  dell&#8217;attuale generazione calcistica. Il calcio italiano è stato dominato  dalla squadra che aveva tutti stranieri, dove l&#8217;unico dal nome  italiano, Balotelli, era di origine ghanese e più abbronzato di Obama,  ma non è stato neanche convocato.</p>
<p>Della serie  &#8220;non tutti i mali vengono per nuocere&#8221; penso che sia stato un bene  uscire subito dalla competizione, perchè è proprio questo genere di  eventi che come schiaffi improvvisi in faccia a bambini viziati, possono  portare ad esami di coscienza e assunzioni di responsabilità che  altrimenti verrebbero rimandati, prorogati in eterno come certi decreti  scomodi del governo.</p>
<p>E&#8217; l&#8217;occasione per gli  italiani (sportivi e non) di svegliarsi finalmente, di riuscire a capire  che il mondo non è sempre a nostra disposizione, per soddisfare i  nostri capricci, i nostri vizi. Niente è dovuto al caso o alla nostra  solita, maledetta, arte d&#8217;arrangiarci. Le grandi conquiste non si  ottengono grazie all&#8217;estro estemporaneo di qualche talento di passaggio,  ma con la programmazione, il sacrificio, l&#8217;umiltà, valori che avevamo e  che abbiamo irrimediabilmente perso, in tutti i campi.</p>
<p>Quattro anni fa la vittoria, inaspettata quanto mai  gradita, servì come colpo di spugna per dare un senso di pulizia ad un  mondo che aveva appena mostrato la sua faccia peggiore, quella di  calciopoli. Tutti noi esultammo, essendo pienamente coscienti che non  era stata vera pulizia, ma soltanto un passaggio di panno superficiale,  una spruzzata di acqua di colonia a coprire un fetore che non era stato  sradicato, ma soltanto celato maldestramente.</p>
<p>Stessa  cosa è successa ad un livello più alto della nostra società. &#8220;Mani  pulite&#8221; non ha sanato l&#8217;Italia, ha soltanto messo in evidenza una  tendenza di corruzione diffusa e di malaffare che, paradossalmente, ora  si è enormemente accentuata e incancrenita, proprio come un tumore  inguaribile che a seguito di un intervento chirurgico invece di  risolversi esplode in mille metastasi. Per uscire da quello scandalo,  invece di agire come avrebbe fatto qualsiasi altro paese civile, punendo  i colpevoli, è stato depenalizzato il falso in bilancio, è stata  istituzionalizzata la corruzione, come un enorme condono, solito bieco  mezzo di scambio che, invece di dimostrare quale via non s&#8217;ha da  prendere, ci rende tutti partecipi e complici di una situazione ormai  insostenibile.</p>
<p>Il guaio dell&#8217;Italia non sono i  politici o i commissari tecnici, ma sono gli italiani che li votano e li  sostengono, che li viziano e li ammirano, con la loro atavica voglia di  fregare il prossimo, con una lungimiranza inferiore a quella di una  farfalla che ha solo poche ore di vita. Possibile che non ci si renda  conto che in questo modo non si creeranno mai le condizioni per i nostri  figli di vivere una vita, che ne so, magari anche migliore? Possibile  che gli italiani, da sempre noti per la loro estrema generosità,  disponibilità, apertura mentale, siano diventati un popolo di  superficiali egoisti senza scrupoli, senza idee e senza cervello? Questo  è uno dei motivi per cui noi italiani non facciamo più figli. Pensiamo  soltanto a noi stessi e avere dei figli sarebbe un impegno con il futuro  che non siamo più in grado di assolvere.</p>
<p style="text-align:justify;">Come se  ne esce? Per quanto riguarda il calcio poco importa, basterà puntare più  sulle nuove generazioni, creare le condizioni perchè si trovino  maggiori stimoli, basterà ritrovare l&#8217;umiltà di aprire le porte ai figli  di quegli extracomunitari che oggi stanno silenziosamente, ed a fatica,  trascinando la nostra economia, quello che ne resta, con la loro opera  sommersa di lavoro, nero, ma per gran parte onesto.</p>
<p>Per quanto  riguarda la nazione, invece, la vedo molto più dura. Finchè si lascia  l&#8217;Italia in mano a personaggi che vivono &#8220;borderline&#8221; con la legalità e  che convivono quotidianamente ed istituzionalmente con i conflitti  d&#8217;interesse, che si affidano dicasteri a persone dal dubbio passato, ad  esempio soltanto per consentirne il &#8220;legittimo impedimento&#8221;, finchè si  accetteranno con la stessa ignavia dei calciatori italiani in Sudafrica,  tagli fatti con l&#8217;accetta a progetti e sogni di chi ha buona volontà,  invece di requisire i beni a chi li ha invece rubati, non si andrà  avanti, anzi, si continuerà a cadere nel baratro più profondo.</p>
<p>E a  questo punto non ci resta che tifare per un&#8217;altra squadra, sicuramente  più meritevole della nostra.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pietroloconte.wordpress.com/203/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pietroloconte.wordpress.com/203/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pietroloconte.wordpress.com/203/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pietroloconte.wordpress.com/203/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pietroloconte.wordpress.com/203/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pietroloconte.wordpress.com/203/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pietroloconte.wordpress.com/203/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pietroloconte.wordpress.com/203/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pietroloconte.wordpress.com/203/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pietroloconte.wordpress.com/203/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pietroloconte.wordpress.com/203/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pietroloconte.wordpress.com/203/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pietroloconte.wordpress.com/203/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pietroloconte.wordpress.com/203/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietroloconte.wordpress.com&amp;blog=4128359&amp;post=203&amp;subd=pietroloconte&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La raffinazione dei rifiuti</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 18:06:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietroloconte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Circa due anni fa scrissi di almeno un paio di alternative esistenti, più intelligenti ed economiche rispetto alla discarica ed al termovalorizzatore di vecchia concezione, per il trattamento dei rifiuti urbani. Naturalmente non erano e non sono invenzioni del solito partito del &#8220;NO&#8221;, infatti gli studi, le esperienze e le applicazioni reali continuano, nel silenzio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietroloconte.wordpress.com&amp;blog=4128359&amp;post=199&amp;subd=pietroloconte&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="visibility:hidden;width:0;height:0;" src="http://counters.gigya.com/wildfire/IMP/CXNID=2000002.0NXC/bHQ9MTI2OTg5MzEzOTU2NSZwdD*xMjY5ODkzMTgzMTQwJnA9MTAxOTEmZD1zc19lbWJlZCZuPXdvcmRwcmVzcyZnPTImbz*5YWZm/MDgyMmZmNjk*YTAzYWI*Mzg2MjI4ZjIyMzlhNyZvZj*w.gif" border="0" alt="" width="0" height="0" /></p>
<div id="__ss_3117562" style="width:425px;">Circa due anni fa scrissi di almeno un paio di alternative esistenti,  più intelligenti ed economiche rispetto alla discarica ed al  termovalorizzatore di vecchia concezione, per il trattamento dei rifiuti  urbani. Naturalmente non erano e non sono invenzioni del solito partito  del &#8220;NO&#8221;, infatti gli studi, le esperienze e le applicazioni reali  continuano, nel silenzio generale. C&#8217;era persino chi aveva messo in  dubbio l&#8217;esistenza del prof. Paolo Plescia che ha dedicato alla  soluzione THOR, molti anni della sua ricerca presso il CNR.<br />
A  proposito del Prof. Paolo Plescia, questa è la registrazione, con il  metodo Slidecast, di un suo intervento recente (6 febbraio 2010) durante  un convegno sulla raffinazione dei rifiuti tenutosi a Senigallia.<br />
L&#8217;intervento  del Prof. Plescia è piuttosto tecnico e lungo (47 minuti) ma si fa  ascoltare volentieri ed è naturalmente molto interessante.</div>
<div style="width:425px;"><strong><a title="La raffinazione dei rifiuti" href="http://www.slideshare.net/Popinga/la-raffinazione-dei-rifiuti-3117562">La raffinazione dei rifiuti</a></strong><iframe frameborder="0" width="433" height="363" src="http://wpcomwidgets.com/?width=425&amp;height=355&amp;src=http%3A%2F%2Fstatic.slidesharecdn.com%2Fswf%2Fssplayer2.swf%3Fdoc%3Draffinazione5-100209155301-phpapp01%26stripped_title%3Dla-raffinazione-dei-rifiuti-3117562&amp;quality=high&amp;wmode=tranparent&amp;_tag=gigya&amp;_hash=792f7e90048c1d49900c33285130bba5" id="792f7e90048c1d49900c33285130bba5"></iframe></div>
<div id="__ss_3117562" style="width:425px;">
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		<title>Temporale</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 14:34:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietroloconte</dc:creator>
				<category><![CDATA[PietroLoConte.it]]></category>

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		<description><![CDATA[da pietroloconte.it Correre, correre, correre. Ho deciso di fermarmi un attimo, ritagliare qualche minuto del mio tempo per riflettere. Vorrei dedicare un piccolo pensiero ad un carissimo amico che in queste ore ha vissuto una delle tragedie più grandi che un uomo possa vivere e subire. Perdere all&#8217;improvviso la persona amata, la propria compagna di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietroloconte.wordpress.com&amp;blog=4128359&amp;post=196&amp;subd=pietroloconte&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="margin:2px;" title="temporale" src="http://newsite.pietroloconte.it/images/stories/temporale.jpg" alt="" width="300" /></p>
<p style="text-align:justify;"><em>da <a href="http://newsite.pietroloconte.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=82:temporale&amp;catid=37:quotidianita">pietroloconte.it</a></em></p>
<p style="text-align:justify;">Correre, correre, correre. Ho deciso di fermarmi un attimo, ritagliare qualche minuto del mio tempo per riflettere.<br />
Vorrei dedicare un piccolo pensiero ad un carissimo amico che in queste ore ha vissuto una delle tragedie più grandi che un uomo possa vivere e subire. Perdere all&#8217;improvviso la persona amata, la propria compagna di vita, la madre dei propri figli, la persona su cui e con cui aveva costruito il grande progetto della propria famiglia, è un&#8217;esperienza straziante, allucinante, impossibile da comprendere.<br />
Quando ci raggiungono notizie del genere, veniamo sconvolti dall&#8217;interno, ci rendiamo conto di essere completamente impotenti, non riusciamo neanche a comprendere quanto siamo piccoli e deboli nei confronti di certi eventi, infinitamente più grandi di noi.<br />
La nostra vita è una faticosa camminata sotto un violento temporale, c&#8217;è chi si bagna fradicio, chi ha la fortuna di avere un ombrello e chi invece, assolutamente a caso, viene colto in pieno, all&#8217;improvviso, da un violento fulmine. E noi che facciamo? Ci spaventiamo per un attimo, ma subito ricominciamo a camminare sotto la pioggia, dispiaciuti per l&#8217;amico che ci ha lasciati, ma in qualche modo sollevati per averla scampata, almeno per questa volta.<br />
Non è giusto, non è razionale. Ho una tremenda rabbia, che mi assale e mi divora il fegato. E&#8217; normale che nella vita ci si pongano degli obiettivi, si abbiano dei sogni da realizzare. A fatica, con grandi sacrifici, rinunce, speranze, può capitare che si riesca ad intravedere all&#8217;orizzonte l&#8217;agognata meta e poi, improvvisamente, finisce tutto, senza possibilità di tornare indietro. Senza poter neanche alzare un dito per alleviare la sofferenza della persona amata. Almeno per salvare il salvabile.<br />
Penso a quei bambini che cresceranno senza una mamma, il pilastro su cui ognuno di noi ha costruito la propria esistenza. Da oggi in poi in ogni istante della loro vita si chiederanno il perchè: perchè la loro mamma se n&#8217;è andata così presto? Perchè questa cosa è capitata proprio a loro?<br />
Sono domande che fanno tanto male al cuore, soprattutto perchè le risposte non potremo mai trovarle su questo mondo.<br />
L&#8217;unica speranza che abbiamo è che ci sia veramente una ragione, da qualche parte, su un&#8217;altra dimensione, tutto il resto è nullità.<br />
Coraggio Andrea, cerca di trovare quella forza che in questo momento io non trovo, non riesco a chiamarti, non riuscirei a guardarti negli occhi, scoppierei in lacrime e ti farei soffrire ancora di più. Ma, per quanto ti possa servire, sappi che, in un certo senso, riesco a comprendere cosa stai provando, ti sono tanto vicino. Anch&#8217;io 6 anni fa camminavo sotto lo stesso temporale, stringendo nella mia mano quella di mia moglie. Quella volta, il fulmine che era diretto verso di lei, cambiò la sua direzione all&#8217;ultimo momento. Fummo fortunati, graziati, miracolati, ma certe sensazioni non le dimenticheremo mai.</p>
<div>Un grandissimo abbraccio.</div>
<p>Piero</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pietroloconte.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pietroloconte.wordpress.com/196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pietroloconte.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pietroloconte.wordpress.com/196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pietroloconte.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pietroloconte.wordpress.com/196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pietroloconte.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pietroloconte.wordpress.com/196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pietroloconte.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pietroloconte.wordpress.com/196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pietroloconte.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pietroloconte.wordpress.com/196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pietroloconte.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pietroloconte.wordpress.com/196/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietroloconte.wordpress.com&amp;blog=4128359&amp;post=196&amp;subd=pietroloconte&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Stavamo meglio&#8230;</title>
		<link>http://pietroloconte.wordpress.com/2010/01/19/stavamo-meglio/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 20:24:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietroloconte</dc:creator>
				<category><![CDATA[PietroLoConte.it]]></category>

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		<description><![CDATA[da pietroloconte.it Prendo spunto da una domanda che mi è stata posta tra i commenti ad un post del blog di Ezio: come ci troviamo ora che siamo tornati in Italia? Ormai sono passati ben 18 mesi dal nostro rientro e non possiamo negare la dura realtà&#8230; stavamo meglio quando stavamo peggio! Ad Huntsville ci [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietroloconte.wordpress.com&amp;blog=4128359&amp;post=193&amp;subd=pietroloconte&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="margin:2px;" title="traffico" src="http://newsite.pietroloconte.it/images/stories/traffico.jpg" alt="" width="224" height="300" /></p>
<p style="text-align:justify;"><em>da <a href="http://newsite.pietroloconte.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=81:stavamo-meglio&amp;catid=37:quotidianita">pietroloconte.it</a></em></p>
<p style="text-align:justify;">Prendo spunto da una domanda che mi è stata posta tra i commenti ad un post del blog di Ezio: come ci troviamo ora che siamo tornati in Italia? Ormai sono passati ben 18 mesi dal nostro rientro e non possiamo negare la dura realtà&#8230; stavamo meglio quando stavamo peggio!</p>
<div style="text-align:justify;">Ad Huntsville ci stavamo proprio bene, anche se lontani dagli affetti, a volte ci sentivamo molto più vicini a tutti.</div>
<div style="text-align:justify;">Racconto anche qui l&#8217;episodio odierno che spiega molto chiaramente il motivo per cui non aggiorno più così frequentemente questo sito&#8230; non ne ho il tempo!</div>
<div style="text-align:justify;">Gianna aveva fissato per oggi la sua annuale visita specialistica, naturalmente privata altrimenti la visita non sarebbe stata possibile prima di 8 mesi&#8230;</div>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;appuntamento era per le 17 in zona Salaria all&#8217;altezza di Piazza Vescovio. Gianna e Francesca sono partite da casa alle 15 con l&#8217;autobus (ne hanno presi tre per fare pochi chilometri di città) e mi hanno raggiunto in ufficio dalle parti della Stazione Termini (tanto era di strada&#8230;). Ci siamo quindi avviati in automobile (eccezionalmente stamattina mi ero recato in ufficio motorizzato, un lusso per pochi&#8230;) e dopo un&#8217;altra ora siamo giunti davanti alla clinica, alle 17 puntuali come orologi svizzeri (è facile partendo 2 ore prima da casa&#8230;).</p>
<div style="text-align:justify;">Lasciata Gianna con le solite parole famose &#8220;arrivo subito, vado a parcheggiare&#8221;, alle 18 ero ancora a girare attorno alla clinica in cerca di un posto. Ad ogni mio passaggio, tutti i nullafacenti del quartiere mi chiamavamo per nome, mi incitavano e prendevano i tempi per vedere se al giro successivo riuscivo a battere il mio record&#8230; penso che siano partite anche alcune scommesse clandestine su quanti giri avrei dovuto completare prima di trovare un posto che non fosse in divieto di sosta, sulle strisce, in curva, davanti ai cassonetti, in zona rimozione, a non più di un km di cammino a piedi dalla clinica e sufficientemente grande da contenere un&#8217;auto di medie dimensioni come la mia Ford C-Max. Praticamente un&#8217;impresa impossibile.</div>
<div style="text-align:justify;">Ad ogni modo, appunto dopo 60 minuti, sono riuscito a trovare un posto sufficientemente grande per la mia Ford C-Max non eccessivamente illegale. In realtà, a dire il vero, si trattava di un parcheggio in zona disco a pagamento (1 euro all&#8217;ora) ma non ho visto all&#8217;orizzonte nè l&#8217;ombra di una macchinetta stampa-scontrini, nè di un tabacchi per comprare i grattini, nè di un ausiliario del traffico con il taccuino in mano&#8230;considerando imoltre che mancava meno di un&#8217;ora alla scadenza del periodo a pagamento, ho preso i miei rischi e mi sono recato a piedi verso la clinica.</div>
<div style="text-align:justify;">Naturalmente avevamo prenotato (appunto alle 17) ma Gianna non è riuscita ad entrare prima delle 18.20. Soltanto 10 minuti di visita (220 euro, una media di 22 euro al minuto) per farci dire &#8220;tutto a posto, torni tra un anno!&#8221; e siamo tornati alla nostra cara automobile. Mi spezzava il cuore dover abbandonare quel posto così faticosamente guadagnato. Per non lasciarlo al primo venuto, la cui unica fortuna nella vita era che sarebbe passato per quella strada subito dopo di me, mi sarei fatto pagare o, meglio, sarei andato a casa a piedi. E forse avrei fatto prima! In effetti siamo giunti a casa alle 19.30 pertanto facendo un po&#8217; di calcoli e trascurando i 10 minuti di visita, per percorrere (andata e ritorno) 36 km di città, abbiamo impiegato 4 ore e mezza alla media di circa 8 km/h, praticamente una passeggiata&#8230; e pensare che il record della maratona (43 km) è di 2 ore 3 &#8216; e che il treno Roma-Milano (585 km) impiega meno di 3 ore!</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pietroloconte.wordpress.com/193/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pietroloconte.wordpress.com/193/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pietroloconte.wordpress.com/193/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pietroloconte.wordpress.com/193/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pietroloconte.wordpress.com/193/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pietroloconte.wordpress.com/193/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pietroloconte.wordpress.com/193/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pietroloconte.wordpress.com/193/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pietroloconte.wordpress.com/193/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pietroloconte.wordpress.com/193/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pietroloconte.wordpress.com/193/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pietroloconte.wordpress.com/193/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pietroloconte.wordpress.com/193/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pietroloconte.wordpress.com/193/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietroloconte.wordpress.com&amp;blog=4128359&amp;post=193&amp;subd=pietroloconte&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Israele: un viaggio, alcune riflessioni</title>
		<link>http://pietroloconte.wordpress.com/2009/11/21/israele-un-viaggio-alcune-riflessioni/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 19:45:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietroloconte</dc:creator>
				<category><![CDATA[PietroLoConte.it]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[da pietroloconte.it Raccontare Israele e come fare un riassunto delle puntate precedenti, un ripercorrere all’indietro tutte le tappe della nostra storia, della nostra cultura, della nostra civiltà. In ogni istante del viaggio ci tornano in mente esperienze, conoscenze recondite della nostra vita, immagini conservate nei cassetti dei nostri ricordi e che affiorano prepotentemente all’improvviso come [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietroloconte.wordpress.com&amp;blog=4128359&amp;post=188&amp;subd=pietroloconte&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="margin:5px;" src="http://www.pietroloconte.it/foto/israele%202-6%20nov%202009/slides/IMG_6826.JPG" alt="" width="300" /></p>
<p style="text-align:justify;"><em><a href="http://newsite.pietroloconte.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=79:israele-un-viaggio-alcune-riflessioni&amp;catid=37:quotidianita">da pietroloconte.it</a></em></p>
<p style="text-align:justify;">Raccontare Israele e come fare un riassunto delle puntate precedenti, un ripercorrere all’indietro tutte le tappe della nostra storia, della nostra cultura, della nostra civiltà. In ogni istante del viaggio ci tornano in mente esperienze, conoscenze recondite della nostra vita, immagini conservate nei cassetti dei nostri ricordi e che affiorano prepotentemente all’improvviso come un film rivisto e rivissuto mille volte.</p>
<p style="text-align:justify;">Per chi crede, non importa quale nome possa avere il proprio Dio, è “il” luogo sacro per eccellenza, la terra che ha consentito all’uomo di entrare in contatto fisico con la propria divinità. Per chi non crede è comunque un’esperienza unica, una tentazione, una sensazione che segna dentro, in qualche modo, indelebilmente.</p>
<p style="text-align:justify;">Israele è l’apoteosi delle contraddizioni, l’esempio più lampante di quanto l’uomo possa essere stato (e sia ancora) assolutamente irrazionale e intollerante, nei rapporti con i propri simili, nell’assurda altalenanza della sua “breve” storia.</p>
<p style="text-align:justify;">E’ la terra dove il tempo si è fermato, dove certi valori sono ancora incredibilmente forti e radicati nella gente, oggi esattamente come 2000 o 3000 anni fa.</p>
<p style="text-align:justify;">Israele, la Palestina, tutto il Medio Oriente: sono i luoghi in cui la gente afferma la propria essenza ogni giorno, dove ci si riconosce e si manifesta la propria identità già nel modo di vestire, di parlare, di scrivere, di mangiare, di pregare in ogni istante della giornata, anche se questo potrebbe, in qualche modo, mettere a rischio perfino la  propria esistenza.</p>
<p style="text-align:justify;">E’ Mediterraneo in tutta la sua franchezza, nei suoi tipici colori, nei suoni, nei profumi, nei sapori. E’ una terra antica e modernissima allo stesso tempo, dove la storia ha dovuto combattere a denti stretti per poter testimoniare un passato spesso cancellato dal susseguirsi delle dominazioni. Ebrei, musulmani, cristiani, ortodossi si sono alternati al tavolo del potere, cercando invano, ogni volta, di annientare anche il ricordo di chi li aveva preceduti. E il risultato oggi è quello che si vive ogni giorno entrando a Gerusalemme: una grande Babele, quello che tutti considerano il centro dell’Universo, conteso da tutte le civiltà ed in cui confluiscono tutte le fedi, religiose e politiche.</p>
<p style="text-align:justify;">Non entro nel merito di chi ha torto o ha ragione, di chi si comporta &#8220;oggi&#8221; da persecutore o da perseguitato, ma basta fare un giro tra le strade millenarie che collegano Haifa a Tel Aviv, Tiberiade a Gerusalemme, per capire che non esiste un oggi e un ieri, il tempo qui sembra si sia fermato e le vicende continuano ad accadere sovrapponendosi e complicandosi in mille mondi paralleli. Cause ed effetti si sono intrecciati al punto che non siamo più in grado di giudicare il comportamento di nessuno.</p>
<p style="text-align:justify;">Allora ognuno ha il diritto di guardare ad Israele soltanto con i propri occhi, possibilmente con l&#8217;apertura mentale di dover accettare che le proprie convinzioni più intime e segrete possano essere sbeffeggiate e violentate da chi accanto a noi la pensa diversamente.</p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; vero, il timore di trovarsi di fronte ad incidenti, prima del viaggio, c&#8217;era, ma si è completamente dissolto appena messo piede in questa terra di confine. Dopo le poche ore passate ad osservare ebrei e musulmani, israeliani e palestinesi che convivono a stretto contatto, con ruoli diversi, negli stessi luoghi fisici, ma lontani anni luce per come concepiscono la loro esistenza, siamo sommersi dallo stupore, da una incredulità totale, nel constatare che in fondo la convivenza è molto più tranquilla di quanto si potesse immaginare.</p>
<p style="text-align:justify;">Ovunque, soprattutto nelle zone d&#8217;entroterra, lungo le superstrade che collegano le città più importanti, capita di osservare una distribuzione a macchia di leopardo di centri abitati dalle caratteristiche diametralmente opposte. Sulla sinistra un paese in bianco e nero, palesemente arretrato, diroccato, case bianche, basse, senza tetto, rifinite per quanto appena necessario, povere ed essenziali, sovrastate da un severo minareto. Sulla destra, separato soltanto dalla strada che percorriamo, un paese moderno,  pulito, coloratissimo, con deliziose villette a schiera all&#8217;americana, tantissimo verde e tetti spioventi rossi fiammanti. Differenze che altrove di riscontrano soltanto dopo  centinaia o migliaia di chilometri di cammino, qui si evidenziano a distanza di pochi metri.</p>
<p style="text-align:justify;">Cosa dire di più? Per i nostri occhi di cristiani/cattolici romani questa resta la Terra Santa, il luogo che ha avuto la Grazia di essere calpestato dai piedi del Nostro Signore, il terreno che si è intriso del Suo sangue, le pietre che hanno ascoltato la Sua Parola. Sono sensazioni indescrivibili quelle che abbiamo provato in Galilea, ai piedi delle alture del Golan, sfiorando le rocce del Monte delle Beatitudini, l&#8217;acqua del Mare di Galilea, quella su cui Gesù ha vissuto e si è rivelato al mondo con i suoi prodigi e le sue parabole, dove incontrò gli Apostoli e dove tornò dopo la Risurrezione. La Galilea è la Sua terra, la Nostra terra.</p>
<p style="text-align:justify;">Una sensazione nettamente diversa, invece, si prova a Gerusalemme. Crocevia del mondo, è il luogo dove tutti si affannano a dimostrare di avere l&#8217;esclusiva sulla storia e sulle tradizioni, sul corpo e sull&#8217;anima. I luoghi in cui Gesù ha sofferto la sua passione e morte, sono distrattamente contrastati, offuscati, dalla presenza soffocante degli altri, degli ebrei, dei musulmani, delle mille divisioni intestine della stessa tradizione cristiana. Allora ci si trova sbattuti da un vicolo all&#8217;altro, da una chiesa ad una sinagoga, da una moschea ad un mausoleo ortodosso senza soluzione di continuità, in una inebriante indigestione di sapori, colori, suoni e profumi.</p>
<p style="text-align:justify;">Camminando tra gli stretti vicoli della Città Vecchia, sembra all&#8217;improvviso di trovarsi a bordo di in una macchina del tempo e dello spazio. Ci si trova contemporaneamente nella Gerusalemme intatta di 2000 anni fa, costruita dalle stesse pietre che videro cadere Gesù sotto il peso della Croce ed in quella tecnologica dei grattacieli, dei telefonini e delle auto di grossa cilindrata. Se su un marciapiede capita di incontrare un gruppo di sfacciate turiste americane in T-shirt, minigonne e infradito, sullo stesso marciapiede, qualche metro più in là, ci si imbatte in lunghi abiti neri che lasciano scoperti soltanto dei magnifici occhi color nocciola. In un vicolo capita di vedere una lunga fila di bugigattoli stracolmi di stoffe, di spezie e di improbabili souvenir made in Cina, girato l&#8217;angolo ci si trova in una elegante via di negozi ebrei, di gioiellerie e di ricchi quadri autentici. Il quartiere cristiano, invece, è qualcosa di intermedio, che guarda in tutte e tre le direzioni, rinunciando spesso alla propria identità, in nome del Dio denaro.</p>
<p style="text-align:justify;">Così dal vivo si capiscono molte cose, molti discorsi che fece Gesù tanti secoli fa, ma sempre così attuali. Capisco quanto si arrabbiò quando vide il Tempio invaso dagli ambulanti, quello stesso tempio che oggi, dopo mille distruzioni, è diventato una immensa Moschea. E&#8217; uno dei tantissimi paradossi di Gerusalemme, infatti proprio uno dei muri che circondano quella moschea è il Muro del Pianto, dove vengono a pregare tutti gli ebrei col capo coperto. Altro paradosso è quello del Monte Sion, il luogo che gli ebrei considerano l&#8217;origine della loro civiltà, dove è conservata la Tomba del Re Davide, stesso edificio in cui, secondo la tradizione cristiana, Gesù, discendente di Davide, tenne la sua Ultima Cena.</p>
<p style="text-align:justify;">Ho visto Israele con gli occhi di un cristiano, anche se non sono stato un classico pellegrino. Ho visto Israele con gli occhi di un discendente dell&#8217;Antica Roma che un tempo dominava questi luoghi e che costruì città splendide come Cesarea, sul litorale tra Tel Aviv e Haifa o di uno di quei Crociati che non furono molto dolci con i Saraceni. Ho anche avuto orecchie per ascoltare la versione degli ebrei, primi e ultimi in questa terra così contesa.  Ho capito quali possono essere i sentimenti che molti ebrei nutrono per il loro nemico ancestrale, quello che si identifica storicamente nei cultori dell&#8217;Islam. Purtroppo, invece, non ho avuto la possibilità di ascoltare la voce dei musulmani, soprattutto dei palestinesi. Ho soltanto visto i loro occhi stanchi, nei quartieri periferici di Gerusalemme, come quelli che si estendono sul Monte degli Ulivi, quartieri solo per uomini e bambini maschi, dove le donne rimangono chiuse nell&#8217;ignoranza delle loro pareti domestiche. Troppo poco per capire, troppo poco che comprendere la loro situazione di stranieri &#8220;tollerati&#8221; in quella che considerano giustamente la loro terra.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma la parola &#8220;giustizia&#8221;, da queste parti, assume una dimensione non più misurabile, che cambia forma e lunghezza a seconda degli occhi che la osservano e della lingua che la descrive. Troppo difficile per essere compresa.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pietroloconte.wordpress.com/188/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pietroloconte.wordpress.com/188/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pietroloconte.wordpress.com/188/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pietroloconte.wordpress.com/188/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pietroloconte.wordpress.com/188/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pietroloconte.wordpress.com/188/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pietroloconte.wordpress.com/188/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pietroloconte.wordpress.com/188/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pietroloconte.wordpress.com/188/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pietroloconte.wordpress.com/188/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pietroloconte.wordpress.com/188/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pietroloconte.wordpress.com/188/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pietroloconte.wordpress.com/188/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pietroloconte.wordpress.com/188/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietroloconte.wordpress.com&amp;blog=4128359&amp;post=188&amp;subd=pietroloconte&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Traffico</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 21:58:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietroloconte</dc:creator>
				<category><![CDATA[PietroLoConte.it]]></category>

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		<description><![CDATA[da pietroloconte.it Che vergogna! Sono quasi tre mesi che non aggiorno più il mio sito. Eppure sono ancora tanti i nostri affezionati lettori che continuano ad affacciarsi a questa piccola finestra sulla nostra vita familiare con frequenza quasi quotidiana. La vita romana è tanto diversa da quella americana e soprattutto da quella di Huntsville. Le [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietroloconte.wordpress.com&amp;blog=4128359&amp;post=185&amp;subd=pietroloconte&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="margin:5px;" title="Traffico" src="http://newsite.pietroloconte.it/images/stories/traffico%20veicolare.jpg" alt="" width="300" /></p>
<p style="text-align:justify;">da <a href="http://newsite.pietroloconte.it">pietroloconte.it</a></p>
<p style="text-align:justify;">Che vergogna! Sono quasi tre mesi che non aggiorno più il mio sito. Eppure sono ancora tanti i nostri affezionati lettori che continuano ad affacciarsi a questa piccola finestra sulla nostra vita familiare con frequenza quasi quotidiana.</p>
<p style="text-align:justify;">La vita romana è tanto diversa da quella americana e soprattutto da quella di Huntsville. Le giornate si sono improvvisamente ristrette. Il tempo libero si è completamente dissolto. Corriamo dalla mattina presto, cercando di anticipare sul tempo gli altri milioni di romani che ogni giorno si riversano sulle strade in direzione centro e viceversa rimaniamo inesorabilmente bloccati la sera quando tentiamo di tornare a casa. Una cena veloce e subito a letto per un&#8217;altra giornata&#8230; di corsa.</p>
<p style="text-align:justify;">I fine settimana sono già prenotati. Fare la spesa (incolonnandoci nelle solite file per il parcheggio e per pagare alla cassa), andare a trovare i nonni (sia quelli di Roma che quelli di Cerignola), fare i soliti lavori in casa che si accumulano da mesi. Così il tempo vola e non c&#8217;è più la possibilità di fermarsi a riflettere, a pensare al nostro presente, ad organizzarci per il futuro.</p>
<p style="text-align:justify;">Non neghiamo di nutrire una certa invidia per i nostri amici che sono rimasti ad Huntsville. Era una vita sicuramente più serena, più tranquilla, in cui avevamo il tempo di pensare, di dedicare qualche ora di ogni giorno, semplicemente a noi stessi.</p>
<p style="text-align:justify;">Un esempio di quanto tempo perdiamo inutilmente, soprattutto quando vogliamo fare qualcosa di diverso, di piacevole. Lo scorso fine settimana siamo andati a trovare i nonni a Cerignola. Siamo partiti presto, come sempre il venerdì, non appena Francesca è uscita da scuola, verso le 14.30. Premetto che io avevo già sopportato quasi due ore di traffico (quando di solito basta mezz&#8217;ora), dall&#8217;ufficio fino a casa, per una manifestazione che aveva bloccato il centro di Roma e soprattutto la zona di San Giovanni. Ad ogni modo, la nostra prima ora di viaggio è stata tranquilla. Traffico sostenuto ma stranamente più leggero del solito, probabilmente, abbiamo pensato, molti avranno deciso di spostarsi nel prossimo weekend, quello dei &#8220;morti&#8221;. Era ancora molto forte in noi il ricordo di un drammatico &#8220;ponte dei morti&#8221; di qualche anno fa. E invece il dramma si stava realizzando sotto i nostri occhi.</p>
<p style="text-align:justify;">Passiamo l&#8217;uscita di &#8220;Anagni &#8211; Fiuggi&#8221; e un cartellone luminoso ci avvisa di &#8220;lavori&#8221; a breve distanza. Vedo che comincia a formarsi una coda e penso: ci sono i lavori, è normale che ci sia una coda, ma a occhio non sembra molto lunga, perderemo una decina di minuti, pazienza. La coda si ferma completamente e, strano, vedo che tutti i passeggeri delle auto davanti alla nostra, scendono e cominciano a passeggiare. Sembra una scena da film. Uno di quelli catastrofici, in cui tutti impazziscono improvvisamente per un morbo letale.</p>
<p style="text-align:justify;">Scendo anch&#8217;io dalla macchina per capire. Crica 500 metri più avanti c&#8217;è un muro di persone con striscioni e bandiere che hanno completamente occupato entrambe le carreggiate. Si sentono chiaramente voci sconnesse agli altoparlanti. Ci guardiamo in faccia con i nostri compagni di sventura, a destra un camionista, a sinistra un pulmino carico di muratori sulla strada di casa. Si tratta di una manifestazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Comincio ad essere un po&#8217; impaziente. Che significa manifestazione? Quanto durerà? Finirà presto o dovremo passare la notte sull&#8217;asfalto tra Anagni e Frosinone?. La radio ci informa subito. Si tratta di un gruppo di operai, circa 700, che sono stati messi in mobilità, con altri 500, e che pretendono di attirare l&#8217;attenzione su 1200 drammi familiari. E&#8217; una fabbrica nota. Tutti coloro che hanno anche soltanto una volta percorso l&#8217;autostrada Roma-Napoli hanno potuto notare la fabbrica di tubi catodici, che ha cambiato nome tante volte ma che ha portato tanti posti di lavoro in zona. Ora però i televisori che compriamo sono quelli ultrapiatti, a cristalli liquidi  o al plasma, e i tubi catodici non servono più a nessuno.</p>
<p style="text-align:justify;">Solidarietà senz&#8217;altro, ma con noi ci sono bambini (fortunatamente Francesca si è addormentata) e persone anziane. Il tempo passa. C&#8217;è chi si innervosisce, ma la maggior parte della gente in attesa è serena, sembra abituata a buttare via ore della propria vita, inutilmente. Qualcuno, soprattutto i ragazzi, quasi tutti muratori e molti sono stranieri, improvvisano scenette divertenti con la complicità di qualche telefonino che li riprende. Simulano un servizio di &#8220;Striscia la notizia&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">E il tempo passa. Non sembra ci sia soluzione a breve termine. A occhio nudo riusciamo a scorgere, dietro di noi, l&#8217;uscita di &#8220;Anagni&#8221;, completamente intasata dal traffico proveniente da Roma e forzato ad uscire verso la Casilina. Ma sono tutti fermi. Una colonna di almeno 20 km di auto completamente inermi, sono tutti bloccati. Come, appunto, in un maledetto film di fantascienza. Proviamo a girarci su noi stessi, con l&#8217;approvazione della stradale, cercando di uscire con gli altri ad Anagni. Ma restiamo fermi. Chi soffre di claustrofobia in questi casi morirebbe. Non possiamo andare avanti, non possiamo optare per soluzioni alternative e non possiamo neanche tornare a casa.</p>
<p style="text-align:justify;">All&#8217;improvviso scorgo un&#8217;auto muoversi sulla carreggiata opposta, poi un&#8217;altra e un&#8217;altra ancora. Evviva! Abbiamo pensato. Probabilmente si è aperto un varco tra i manifestanti e le auto dirette a nord, verso Roma, sono state liberate. Forse anche la nostra carreggiata è libera. Allora ci giriamo nuovamente e ripuntiamo verso sud. In effetti si cammina, mentre andiamo verso sud (a velocità estremamente ridotta) continuiamo a vedere auto che sfrecciano verso nord. E&#8217; fatta. Anzi no. Non ci siamo resi conto che le auto che si muovevano e che andavano verso nord eravamo noi stessi. Era la nostra fila che aveva ottenuto un varco tra le due carreggiate e che stava facendo inversione (sempre autorizzata dalla stradale, naturalmente). Così, finalmente, siamo riusciti ad uscire dal quel girone maledetto dell&#8217;inferno che sembrava averci divorato tra le fiamme eterne.</p>
<p style="text-align:justify;">In mezz&#8217;ora eravamo nuovamente a Roma, Due ore della nostra vita erano state definitivamente buttate nella spazzatura. Da Roma è stato semplice puntare verso l&#8217;Abruzzo, verso Pescara e raggiungere la Puglia alle 20.30, 6 ore dopo la nostra partenza dalla scuola di Francesca (8 ore dal mio ufficio).</p>
<p style="text-align:justify;">Un percorso che normalmente viene coperto in 3 ore e mezza, massimo 4 ore, è stato necessario doppio del tempo. E siamo stati fortunati! Chi è partito soltanto 10-20 minuti dopo di noi da Roma, si è fatto la bellezza di 30 km di coda ed è arrivato in Puglia dopo la mezzanotte!</p>
<p style="text-align:justify;">Povera Italia!</p>
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		<title>Buon compleanno!</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Aug 2009 07:52:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietroloconte</dc:creator>
				<category><![CDATA[PietroLoConte.it]]></category>

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		<description><![CDATA[da pietroloconte.it Cara Gianna, gli anelli hanno sempre avuto un grande significato. Sono dei riconoscimenti speciali, per donne “speciali”, come te. Questo anello di significati ne ha tanti, forse troppi, racchiusi in un “solo” prezioso, ma voglio cogliere l’occasione del tuo 40° compleanno per elencartene qualcuno.   Il primo è quello classico del “Trilogy”: passato, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietroloconte.wordpress.com&amp;blog=4128359&amp;post=182&amp;subd=pietroloconte&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-180" title="anellotrilogy2" src="http://pietroloconte.files.wordpress.com/2009/08/anellotrilogy2.jpg?w=243&#038;h=205" alt="anellotrilogy2" width="243" height="205" /></p>
<p><em>da <a href="http://newsite.pietroloconte.it/">pietroloconte.it</a></em></p>
<p style="text-align:justify;">Cara Gianna,<br />
gli anelli hanno sempre avuto un grande significato. Sono dei riconoscimenti speciali, per donne “speciali”, come te.<br />
Questo anello di significati ne ha tanti, forse troppi, racchiusi in un “solo” prezioso, ma voglio cogliere l’occasione del tuo 40° compleanno per elencartene qualcuno.  <br />
Il primo è quello classico del “Trilogy”: passato, presente e futuro. Ti ho amata, ti amo oggi e ti amerò per sempre.<br />
Ma a questo significato, che è giusto, per nulla scontato e che, anzi, sottoscriverei un milione di volte, vorrei aggiungerne un altro più personale.<br />
Il primo diamante rappresenta Francesca, colei che da un lustro illumina la nostra vita, è lei il tuo (nostro) immenso capolavoro.<br />
Il secondo rappresenta me e la nostra unione. Sono già passati 2 lustri da quando decidemmo, una mattina d’agosto, di cominciare a guardare al nostro futuro, nella stessa direzione.<br />
Il terzo sei tu, che oggi raggiungi, non un traguardo, ma un passaggio importante della vita di una persona, il raggiungimento della piena maturità, fisica, psichica e intellettiva, la perfetta armonia tra cuore e cervello, forza e saggezza, coronati dalla generosità e dall’entusiasmo che ti contraddistinguono e che spero manterrai inalterati per almeno altri 100 anni!                          <br />
AUGURI!</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pietroloconte.wordpress.com/182/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pietroloconte.wordpress.com/182/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pietroloconte.wordpress.com/182/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pietroloconte.wordpress.com/182/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pietroloconte.wordpress.com/182/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pietroloconte.wordpress.com/182/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pietroloconte.wordpress.com/182/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pietroloconte.wordpress.com/182/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pietroloconte.wordpress.com/182/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pietroloconte.wordpress.com/182/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pietroloconte.wordpress.com/182/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pietroloconte.wordpress.com/182/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pietroloconte.wordpress.com/182/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pietroloconte.wordpress.com/182/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietroloconte.wordpress.com&amp;blog=4128359&amp;post=182&amp;subd=pietroloconte&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Punti di vista</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 07:31:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietroloconte</dc:creator>
				<category><![CDATA[PietroLoConte.it]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Da pietroloconte.it Quest’anno, per esigenze legate ad impegni di lavoro e cure termali di Francesca, abbiamo deciso di spezzare le ferie in due tronconi, due settimane a fine luglio e altre due settimane tra fine agosto e primi di settembre. Visto che l’indigestione di “estero” non è ancora passata ed io devo comunque fare parecchi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietroloconte.wordpress.com&amp;blog=4128359&amp;post=172&amp;subd=pietroloconte&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://newsite.pietroloconte.it/images/stories/img_5856ter.jpg" alt="" width="259" height="194" /></p>
<p><em>Da <a href="http://newsite.pietroloconte.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=76:punti-di-vista&amp;catid=37">pietroloconte.it</a></em></p>
<p style="text-align:justify;">Quest’anno, per esigenze legate ad impegni di lavoro e cure termali di Francesca, abbiamo deciso di spezzare le ferie in due tronconi, due settimane a fine luglio e altre due settimane tra fine agosto e primi di settembre. Visto che l’indigestione di “estero” non è ancora passata ed io devo comunque fare parecchi viaggi di lavoro nel prossimo autunno, abbiamo deciso di approfondire la nostra conoscenza delle bellezze italiche.<br />
Dopo settimane di consultazioni (amici, parenti, internet) siamo giunti alla decisione di vedere un angolo del nostro paese per noi tre ancora inesplorato: l’isola d’Elba.<br />
Le recensioni erano tutte positive, c’è gente che se n’è innamorata a prima vista e che ci torna ogni anno. C’è chi addirittura la preferisce rispetto ad altri luoghi incantevoli nostrani, come la Sardegna. Insomma la curiosità era troppa ed abbiamo prenotato. Naturalmente, non conoscendo il posto, nella scelta dell’hotel sono andato un po’ a caso, cercando di trovare su internet qualcosa che fosse comodo ed economico. Tramite il sito Expedia.it ho trovato l’Hotel Rio a Rio Marina, in pieno centro cittadino a pochi metri dal porticciolo in cui si sbarca con il traghetto provenendo da Piombino. L’altro porto, più grande, si trova a Portoferraio, ma il percorso è un po’ più lungo. Per Rio Marina sono sufficienti 40 minuti per trovarsi in un nuovo mondo.<br />
In effetti la cittadina è piacevole. Malgrado abbia un porto abbastanza frequentato, è sufficientemente piccola da aver conservato la tranquillità tipica dei villaggi di pescatori, anzi, vista la sua storia, si tratta di un villaggio di minatori. I ristoranti della zona sono di ottimo livello a prezzi ragionevoli, forse leggermente più cari della media dei ristoranti della Sardegna (esclusa naturalmente la Costa Smeralda) ma più convenienti rispetto ad altri posti di villeggiatura italiani.<br />
La mia intenzione, durante la pianificazione della vacanza, era di fare come al solito, ogni giorno una spiaggia diversa, anzi, se possibile, cambiare spiaggia anche dal mattino al pomeriggio, in modo da avere una quadro più completo dell’isola, spiagge, insenature, scogli, panorami mozzafiato e servizi offerti.<br />
Nella realtà, invece, non avevo fatto i conti con un fattore determinante che non c’era nelle mie vacanze in passato: Francesca. Ormai è lei il fulcro di tutte le nostre attività e una cosa è bella o brutta solo se a lei piace o meno. Così spiagge isolate, incantevoli, un po’ selvagge, con acque splendide e trasparentissime, sono diventate in pochi secondi brutte, scomode, sporche, assolutamente non divertenti. Chi mai ha detto che il bello è oggettivo? Dove c’era sabbia non andava bene perché magari c’era qualche alga secca che si attaccava ai piedini, dove c’era la ghiaia non andava bene perché le pietre le pungevano i piedini, dove c’erano gli scogli assolutamente da evitare perché scivolosi… insomma quello che aveva in mente Francesca era una piscina!<br />
Dopo un paio di giorni a scartare spiagge incantevoli (Ortano, Pareti, Innamorata) ma non gradite, abbiamo trovato un giusto compromesso: la spiaggia di Lacona, una piscina naturale con sabbia finissima per almeno 1 km e almeno 500 metri verso il largo di acqua trasparente alta non più di 50 cm. Peccato che fosse più frequentata dei Lidi di Rimini a ferragosto, ma per la nostra Principessa era ottima perché così ha potuto fare amicizia con tanti nuovi amichetti.<br />
Questione di punti di vista!</p>
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		<title>&#8230; e siamo a 5!</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 10:22:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietroloconte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[da pietroloconte.it La nostra Principessa oggi compie il suo primo lustro! In questi casi si rischia sempre di dire cose banali come &#8220;Incredibile come passa il tempo!&#8221; oppure &#8220;Sembra ieri quando ho ascoltato il suo primo vagito&#8221;, e non voglio tediare chi mi legge con amarcord strappalacrime, ma qualcosa su di lei ho voglia di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pietroloconte.wordpress.com&amp;blog=4128359&amp;post=170&amp;subd=pietroloconte&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignright" style="margin:1px;" title="francesca ha 5 anni" src="http://newsite.pietroloconte.it/images/stories/francy5.jpg" alt="" width="192" height="244" /></p>
<p style="text-align:justify;"><em>da <a href="http://newsite.pietroloconte.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=75:-e-siamo-a-5&amp;catid=37:quotidianita">pietroloconte.it</a></em></p>
<p style="text-align:justify;">La nostra Principessa oggi compie il suo primo lustro! In questi casi si rischia  sempre di dire cose banali come &#8220;Incredibile come passa il tempo!&#8221; oppure  &#8220;Sembra ieri quando ho ascoltato il suo primo vagito&#8221;, e non voglio tediare chi  mi legge con amarcord strappalacrime, ma qualcosa su di lei ho voglia di dirla  comunque.<br />
Francesca è una forza della natura. La mia esperienza di genitore,  naturalmente, è limitata a lei, per cui non ho altri riferimenti, ma  l&#8217;impressione che ho, e che mi è stata confermata dalle sue insegnanti alla  scuola materna, è che sia molto più matura della sua età. Le capita di fare  ragionamenti da adolescente (a volte anche un po&#8217; viziata), ha le idee molto  chiare su tanti aspetti della vita di cui io stesso, quando avevo il doppio  della sua età, neanche sospettavo l&#8217;esistenza. Non c&#8217;è dubbio che sia femmina,  nel corpo e negli atteggiamenti, nello spirito e nella mente. Come tutte le  donne è una formidabile osservatrice, ha una cura dei dettagli da far invidia ad  un adulto, è pignola e perfezionista. E&#8217; una bambina molto sensibile, riflessiva  ma anche piena di gioia di vivere, allegra, spontanea e solare. Uno dei suoi  pregi che apprezziamo maggiormente è il fatto che non è per nulla musona,  malgrado la sua giovane età sa affrontare le difficoltà quotidiane con  ragionevolezza ed entusiasmo. Se chiede qualcosa e non è possibile ottenerla, si  accontenta, capisce e si adegua, non fa, come molti bambini della sua età,  sceneggiate e piagnistei che durano ore. Le basta uno sguardo, una parola e lei  capisce al volo. Ha subito capito, da quando aveva pochi mesi di vita, che per  ottenere qualcosa occorre diplomazia e &#8220;savoir faire&#8221;. Sarà per questo motivo  che non ci ha mai costretti ad usare le maniere forti, non è mai stato  necessario uno schiaffo per spiegarle le regole di comportamento. E&#8217; furba.  Capisce al volo quando e come chiedere qualcosa, mettere in mostra le sue doti,  accattivarsi la simpatia di chiunque. Si fa amare istantaneamente. E noi ne  siamo perdutamente innamorati&#8230;</p>
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