Inserito da: pietroloconte | Venerdì, 25 Luglio 2008

Cosa ci ha dato (7)

dal diario americano

Un foto ricordo accanto al Golden Gate di San Francisco.

Un foto ricordo accanto al Golden Gate di San Francisco.

Oltre a tutti i vantaggi già menzionati, ciò che sicuramente abbiamo guadagnato in questi 42 mesi è stata la serenità, la tranquillità, l’aria pulita, la mancanza assoluta di stress. Probabilmente sarà il ritorno di queste sensazioni la delusione più forte che avremo dopo che ci saremo sistemati nuovamente a Roma. Rispetto ai tempi italiani e in particolare della capitale, il tempo ad Huntsville sembra dilatato, ci ha dato la possibilità di dedicarci a noi stessi, agli amici, agli hobbies. Huntsville è una città dove sei tu che decidi i tempi, se arrivi in ritardo ad un appuntamento sei tu l’unico vero responsabile, non è la città stessa che ti ha costretto contro la tua volontà. Se ci pensiamo bene, a Roma viviamo per la città, per rispettare i suoi tempi, i suoi spazi, le sue abitudini. Non si può prendere un’iniziativa, un’idea, senza doversi scontrare e incontrare con milioni di persone, tanti robot usciti da una infinita catena di montaggio. Qui invece è la città che ha vissuto per noi, le nostre esigenze sono state sempre soddisfatte. Naturalmente non parlo di cibo e neanche di relazioni sociali, ma di efficienza burocratica, di tempi di percorrenza delle strade, di affollamento nei centri commerciali, di infiniti non-problemi come la criminalità e lo smaltimento dei rifiuti. Tutto è a misura d’uomo, di donna, di bambino. Ogni desiderio viene esaudito, si tratta soltanto di tirar fuori i soldi. A Roma, invece, a volte capita che ci si sente impotenti e vittime delle situazioni che si creano continuamente, in tempo reale. Se ci si trova imbottigliati nel traffico non ci sono possibilità d’uscita, persino un miliardario non avrebbe agevolazioni a meno di adottare stratagemmi al limite del lecito. Soprattutto per i bambini c’è un abisso nella differenza dall’offerta di parchi pubblici, alla diffusione di “day care” fino al prezzo dei vestitini. Sembra che in Italia sia una scelta politica quella di ostacolare in ogni modo la voglia di mettere al mondo dei bambini. Ovviamente agli Stati Uniti non sembra vero… e ne approfittano.


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