Inserito da: pietroloconte | Domenica, 20 Luglio 2008

Cosa ci ha dato (3)

Un saluto a tutti

Un saluto a tutti

Stasera pizza da Giuseppe e Nadia con Ezio e Stefania. Sicuramente, dopo noi stessi, la seconda cosa che abbiamo trovato di bello qui in America sono stati i rapporti sociali, le nuove amicizie nate spontaneamente, la generosità e la disponibilità incontrata in alcune famiglie della comunità italiana. Gli americani, da questo punto di vista, mi hanno un po’ deluso. Mi aspettavo una maggiore apertura da parte loro e invece si sono comportati in maniera molto anglosassone, gentili, cortesi, ma ognuno a casa sua. Soltanto quelli che hanno sposato degli italiani (come Paul e Karen, ad esempio) hanno dimostrato di avere un grande cuore d’oro ed hanno aperto volentieri le porte di casa loro. La comunità italiana si è ingrandita in questi 4 anni. Quando arrivammo noi, nel gennaio 2005, c’erano soltanto le famiglie che risiedono permanentemente ad Huntsville e qualche altro nucleo di gente temporanea come noi che si era stabilito a Madison. Nel corso di questi anni le proporzioni si sono invertite. Ora la maggioranza (più di 15 famiglie) è di passaggio e vive a Madison. Noi geograficamente e caratterialmente ci siamo trovati nel gruppo di Huntsville, ma siamo comunque riusciti ad instaurare un qualche rapporto con quasi tutti. E’ inevitabile che ci si ritrovi meglio con alcuni piuttosto che con altri, l’importante è non dare peso ad aspetti insignificanti e valorizzare i lati migliori di ognuno. Sono nate belle amicizie. Con alcuni, come Ersilia e Alfonso si è instaurato addirittura qualcosa di più, come se ci fosse una relazione di parentela, una zia e uno zio d’America che sicuramente continueremo a frequentare anche a distanza. Con altri, come Nadia e Giuseppe, Fiorenza e Mike, Arpad e Daniela, ci sarà sempre la possibilità di incontrarci tutte le volte che verranno in vacanza a Roma. Con altri, infine, come Adele e Domenico, Letizia e Riccardo (della Virginia), ci sarà la possibilità di frequentarci più assiduamente a Roma (sempre che Domenico si decida di trasferirsi, prima o poi…). Con gli altri abbiamo avuto tanti bei momenti, ma forse troppo brevi per poterli considerare intimi allo stesso modo. A volte ci sentiamo proprio come al termine di una vacanza, quando ci si scambiano gli indirizzi e ci si saluta convinti che un giorno ci si potrà incontrare nuovamente, magari in un’altra vacanza.


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