Inserito da: pietroloconte | Sabato, 19 Luglio 2008

Cosa ci ha dato (2)

... e questo è il panorama che si vede dal loro balcone.

... e questo è il panorama che si vede dal loro balcone.

 Oggi Ezio e Stefania hanno preso possesso della loro nuova casa. Per quanto mi riguarda, gli ultimi giorni non ho fatto niente oltre che accompagnare loro. Ormai casa mia è sempre più vuota, ogni giorno porto a loro qualcosa che mi avanza. Alla fine della prossima settimana consegnerò anche ad Alfonso quanto si è comprato da me. Per gli ultimi due-tre giorni mi resterà soltanto il materasso su cui dormo, il computer portatile e tre valigie. Torniamo al nostro bilancio. Senza dubbio sono tante le cose che abbiamo ottenuto, le conquiste, i vantaggi, le occasioni. Non è facile fare una classifica e dire cosa più di tutto questa avventura ci ha dato. Ma non credo di sbagliare molto se affermo che ci ha dato (o restituito) noi stessi. Grazie a quest’isolamento dal resto della famiglia abbiamo potuto consolidare i nostri rapporti, siamo diventati un vero nucleo familiare, in cui nessuno dei tre può fare a meno degli altri due. Questi due mesi lontani sono pesanti da sopportare per tutti e tre senza distinzioni. La sensazione più bella che abbiamo provato, è il senso di assoluta indipendenza di ogni nostra azione. Allo stesso tempo ci siamo responsabilizzati e resi immuni da ogni tipo di condizionamento esterno. Io e Gianna abbiamo potuto dimostrare a noi stessi, soprattutto, di essere dei bravi genitori, né troppo severi né troppo indulgenti. Abbiamo insegnato a Francesca le buone maniere senza torturarla o intimorirla. Le abbiamo dedicato tutti noi stessi senza viziarla in modo esagerato. L’America e Huntsville, in particolare, sono l’ambiente ideale dove crescere dei figli, lontani dalla violenza, dallo smog, dallo stress della vita cittadina e della vita italiana. Abbiamo avuto tanti privilegi a disposizione senza abusarne, dando il giusto peso ad ogni situazione. Spero tanto che qualcosa ci rimanga di questi 4 anni, i primi 4 anni della vita di Francesca, sarebbe un vero peccato perdere tutto. La parte più difficile del nostro rientro, forse, sarà proprio fare in modo che un pezzetto di America non si esaurisca mai nei nostri cuori, nelle nostre esperienze, nei nostri pensieri. Dovrà essere un seme che piano piano germoglierà e continuerà a darci ancora tanto nel futuro.


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