Inserito da: pietroloconte | Giovedì, 17 Luglio 2008

Cosa ci ha dato (1)

Comera Francesca a 8 mesi.
Com’era Francesca a 8 mesi.

In questi giorni, naturalmente, sono più impegnato del solito perché sto aiutando Ezio e Stefania a muoversi tra Huntsville e Madison. Hanno comprato la mia macchina, ma finché ci sono io dovremo condividerla. Oggi siamo stati al Social Security Office per chiedere il fatidico numero SSN che tanto mi fece penare a suo tempo. Auguro vivamente a Ezio che riesca ad ottenerlo in tempi decisamente più brevi. Tornando al mio bilancio pro-contro l’avventura americana, sicuramente il risultato finale può considerarsi positivo. A parte le difficoltà iniziali prevedibili, anzi scontate, vivere in America è stato più semplice del previsto. Oggi mi sto rendendo conto di avere comunque fatto dei progressi anche con la lingua inglese. Le stesse persone, gli stessi impiegati che a stento riuscivo a capire tre anni fa, oggi sono molto più comprensibili. Anche la radio, ormai, non cela più segreti. Riesco a ridere anche delle battute che fanno i disk-jockey. Per alcuni aspetti è anche una questione di memoria o addirittura di abitudine. Al ristorante, ormai, non mi faccio più sorprendere dalla solite domande (che contorno vuole? come la vuole cotta la carne? la birra in bottiglia o alla spina?) ma addirittura anticipo le risposte. Anche la scelta stessa dei ristoranti non è più fatta a caso ma è il risultato di una lunga esperienza e soprattutto di tante delusioni e scelte sbagliate. Oggi, ad esempio, con Ezio e Stefania abbiamo fatto colazione da “Atlanta Bread”, pranzo da “Nothing but Noodles” e cena da “Logan’s”. In tutti e tre i casi abbiamo fatto ottime scelte e, credo, Ezio e Stefania si sono fatti un’ottima idea dei ristoranti americani.


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